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Jean-Pierre Misson

 

 

Un ingegnere belga con la passione per i relitti in mare

Vive a Bruxelles, ma col Nord Africa ha un rapporto che data da molti anni. Ingegnere nel settore delle telecomunicazioni, Jean-Pierre Misson ha lavorato in Libia negli anni Sessanta occupandosi di ponti radio governativi. In quel Paese è tornato nel 2012 su invito del Libyan Department of Antiquities per contribuire all’addestramento di personale locale nella ricerca archeologica subacquea con tecniche nuove. Proprio quell’anno, durante una perlustrazione col sonar, è stato possibile localizzare diversi relitti sui fondali di Marsa el Hilal. Nessuna immersione, ma solo l’acquisizione di immagini che sono state successivamente elaborate con un apposito software e interfacciate con i dati tecnici di scafi e armamenti di unità andate perdute nel Mediterraneo e le relative fonti storico-militari. E’ così, attraverso un lungo e paziente lavoro, sorretto da una profonda passione per la ricerca subacquea, che Misson ha potuto finora identificare i relitti dei sommergibili Urge, Argonauta e Foca e della nave cisterna Picci Fassio. Dopo Marsa el Hilal, la sua base operativa per nuove esplorazioni col sonar al largo della costa nordafricana è diventata Tabarka, in Tunisia. Ci sono altri relitti laggiù che, nulla osta delle autorità permettendo, attendono anche di essere identificati.

Giulio Grilletta - Giornale "Il Crotonese" del  1° Settembre 2016